La crisi del Qatar e la mediazione della Turchia

L'Arabia Saudita, l'Egitto, gli Emirati Arabi e il Bahrein Yemen hanno deciso di rompere  i rapporti col Qatar.

La crisi del Qatar e la mediazione della Turchia

L'Arabia Saudita, l'Egitto, gli Emirati Arabi e il Bahrein Yemen con diverse accuse hanno rotto le relazioni diplomatiche col Qatar. Si tratta della crisi più grande nella regione degli ultimi anni. Dietro a questa crisi ci sarebbe la pressione del presidente USA Trump sulla necessità della “revisione delle relazioni col Qatar”. Arabia saudita e altri paesi accusano il Paese di sostenere il terrorismo, comunque non hanno nessuna prova da testimoniare queste accuse.

Qatar è un paese piccolo ma economicamente e politicamnete forte. Nel paese si risiedono 3 milioni persone e ne 330mila sono i suoi cittadini. La terza grande riserva del greggio del mondo si trova in Qatar.  Ospita numerosi università , think thank e anche Al Jazzera, gigante canale internazionale. Ci sono basi militari e truppe stranieri  nelle terre del Qatar. Le relazioni con la Turchia, invece, sono ottime. Vediamo che questa stretta collaborazione in diversi campi tra Turchia e Qatar, sopratutto nel settore militare e dell’energia disturbava da un  bel tempo alcuni paesi del Golfo

Qatar, paese più ricco della regione, ha un’immagine positiva nell’opinione pubblica araba dando il pieno sostegno al processo di democratizzazione della regione. Sopratutto Qatar con il canale Al Jezzera che trasmette in lingua inglese e araba determina  gli argomenti dell’opinione pubblica sia globale che regionale.  Qatar ha un’amministrazione più liberale rispetto alle altre amministrative della regione.

Principialmente le critiche delle monarchie del Golfo sono rivolte al Qatar a causa del suo sostegno agli attori rivoluzionari e l’opposizione di massa nel periodo della primavera araba. Inoltre le politiche estere e le preferenze politiche del governo di Doha hanno spinto questi tre paesi a accusare il Paese. Sappiamo che Doha e Ankara apoggiano l’opposizione modereta in Siria. Anche questi due paesi hanno contribuito a convincere l’opposizione a partecipare ai negoziati di Astana e Ginevra.

Le sanzioni economiche messe su Qatar, membro dell’OPEC,ha  causato l’aumento del prezzo del greggio. Il prezzo del brent è aumentato del 2% toccando a 50 dollari al barrile. Se la crisi si aggrava  rivelarebbe la possibilità dell’uscita del Qatar dall’OPEC. Speriamo che la crisi sul  Qatar sia risolta al più presto con la mediaizone della Turchia e altri attori regionali e la regione non viva una volta una guerra del golfo. In questa condizione non sembra molta vicina una guerra.

Turchia rimarrà sempre lontana dalla polarizzazione tra sunniti e sciiti adattamente alla sua tradizionale poltiica estera. Tuttavia, dimostrerà la sua amicizia al Qatar  nei confronti all’isolamento del Paese. In questo senso la mediaizone della Turchia, presidente di turno dell’Organizzazione di Cooperazione islamica sarebbe un buon inizio. Intanto la politica moderata del Qatar sin dallo scoppio della crisi  ha  impedito l’aumento della tensione. Certo che ci saranno problemi tra paesi regionali, comunque il dialogo dovrebbe continuare in ogni condizione.

 



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